29 Novembre 2020

Michela De Marzi la rivelazione della stagione

B2
08-03-2020 - Intervista a Michela De Marzi
Michela De Marzi, Micky per le compagne, centrale della CSC CeramSperetta di Cusano, forma con Camilla Roncoroni una delle coppie di centrali più forti del campionato e Michela ne rappresenta l'atleta più promettente, sorretta da un'appariscente prestanza fisica che le assicura velocità di esecuzione e potenza nel colpo d'attacco. Il suo primo tempo è una sentenza ma anche la fast non è da sottovalutare, eseguita con velocità e potenza fornitele dagli arti estremamente lunghi.

Sicuramente Michela, classe 2001 non dimentichiamolo, rappresenta la rivelazione della stagione in cui ha ottenuto un progresso nelle prestazioni inimmaginabili ad inizio stagione, superando agevolmente le incertezze che una così giovane atleta palesa nelle partite di alto livello; eppure la milanese ex Pro Patria ed ex Vero Volley, ha stupito gli addetti ai lavori, non tanto per le sue capacità d'attacco, quanto per la lucidità mostrata sotto rete in situazioni che avrebbero richiesto esperienza di gioco che si acquisisce con gli anni, così che l'atleta con il numero 2 sulla schiena ha risolto da consumata giocatrice alcuni scambi ravvicinati optando per il “pallonetto” dietro il muro avversario.
Titolare da subito, ha imparato a destreggiarsi con abilità al cospetto di avversarie ben più navigate ed esperte, meritandosi così la fiducia di coach Salari e l'ammirazione della tifoseria.


D. Hai giocato in importanti società giovanili, quali Pro Patria e Vero Volley: quanto sono state importanti le scuole di pallavolo di quelle società per la tua formazione sportiva ?
R: Penso che per qualsiasi giocatrice le società di partenza siano fondamentali, perché creano in te quelle caratteristiche che poi durante gli anni successivi della tua carriera andrai a sviluppare. Per me sia la Pro Patria che il Vero Volley sono state società a cui devo molto, perché mi hanno fatto vivere esperienze che mi hanno portato ad essere quella che sono ora. In particolar modo, la Pro Patria mi ha forgiata da zero, partendo da una ragazzina timida che all'età di undici anni non aveva idea di come si usasse un pallone da pallavolo e facendomi provare emozioni che una ragazza normale di tredici anni si sogna di vivere.

(terzo posto alle finali nazionali U14-Pro Patria)


Invece, il Vero Volley mi ha fatto crescere soprattutto come persona, in quanto ho imparato a prendermi le mie responsabilità e a lottare contro qualsiasi problema in squadra per arrivare a un obiettivo comune, per quanto difficile possa essere. Detto questo, però, per quanto io creda che queste due società siano state fondamentali per la mia formazione sportiva, mi sento di dire che, in realtà, ciò che ha determinato il mio carattere in campo e nella vita sono stati i cinque o sei anni di pallacanestro praticati prima di sbarcare nel mondo della pallavolo.





D. Frequenti la scuola media superiore e quindi ogni giorno dovrai studiare per il giorno successivo: come riesci a combinare lo studio con la pallavolo, giocata a così alti livelli?
R: Sinceramente, riuscire a combinare la pallavolo con lo studio non è mai stato un problema. Anzi, penso che praticare uno sport a questi livelli mi aiuti molto ad organizzarmi, perché altrimenti starei tutto il pomeriggio sul divano e inizierei a studiare alle cinque se va bene. Come pregio, ma anche come difetto, ho la caratteristica di voler fare tutto alla perfezione, per cui le mie giornate sono scandite in un modo ben preciso che riesce a permettermi di portare avanti entrambe le cose e, anzi, a volte ho anche un po' di tempo per me, in base al periodo scolastico.

D. Quest'anno ti stai togliendo parecchie soddisfazioni, soprattutto in attacco ovviamente: tra muri, primi tempi, fast e pallonetti sei sempre tra le migliori realizzatrici della squadra, chi ti ha permesso un così prepotente miglioramento?
R: Per questo miglioramento penso di dovere molto a Cristian e Carlo che dal primo allenamento mi hanno seguito in tutto e mi hanno spronata sempre di più. Ad essere sincera, un altro stimolo in campo è, ovviamente, avere Camilla davanti a me. Un vantaggio di essere la più piccola della squadra è quello di avere di fianco a me ragazze più grandi e con più esperienza di me che quindi prendo come esempio. Per questo, credo proprio che se non ci fosse quella sana competitività che c'è normalmente tra giocatrici dello stesso ruolo, non sarei migliorata così tanto.


D: Hai ancora qualche problema al servizio: quando sei tranquilla piazzi ace a ripetizione mentre talvolta sembri poco concentrata e non riesci a limitare la tua potenza sparando il pallone ben oltre la linea di fondo: è sempre stata così la tua relazione con la battuta o pensi che sia una questione di tensione dovuta alla posta in palio in questo campionato condotto ai vertici?
R: Devo ammettere che non ho mai avuto un rapporto semplice con la battuta. É sempre stato un fondamentale su cui ho dovuto lavorare tanto, e ancora lo è. Penso che il mio problema è che ogni anno, più o meno, ho cambiato modo di battere, in quanto ogni allenatore che ho avuto mi consigliava cose diverse e quindi non sono mai riuscita a soffermarmi su un singolo tipo di battuta. Arrivata a Cusano, ho esplicitamente detto a Cristian che il fondamentale su cui sarei voluta migliorare di più era proprio la battuta e infatti quest'anno ci sto lavorando tanto e, a volte, anche se raramente, i risultati si iniziano a vedere.

D: Cusano è secondo in classifica, in ottima posizione per conquistare il diritto di disputare i play off e quindi la promozione indiretta alla B1: come pensi di contribuire al raggiungimento di questo ambizioso traguardo, oltre a ciò che già stai mostrando in questo scorcio di campionato, forse è necessario quel quid in più, quella determinazione di potercela fare?
R: Disputare i play off e magari essere promossi in B1 sarebbe una di quelle esperienze indimenticabili nella carriera di chiunque e per questo sono molto contenta che la squadra sia arrivata, almeno per ora, in zona play off. Ma il campionato è ancora lungo e, guardando la classifica, basta poco per cambiare completamente tutto. Come hai detto, penso che la differenza la faccia davvero la brama che ognuno di noi ha di raggiungere quel traguardo, e sommando la mia determinazione a quella di tutti gli altri, comprendendo ovviamente anche lo staff, penso che possiamo arrivare molto lontano.

D: A Cusano c'è un servizio fotografico di prim'ordine, grazie alla passione di tuo papà che immortala le migliori azioni tue e delle tue compagne: pare quindi che i tuoi genitori ti abbiano sempre sostenuto, lasciando che tu seguissi il tuo sogno nella pallavolo ma tu a 19 anni appena compiuti pensi che i tuoi genitori siano un po', diciamo ingombranti, o ti fa piacere che ti seguano passo passo?
R: Fino a questo momento della mia vita e della mia carriera, non mi è mai passato per la testa il pensiero che i miei genitori fossero ingombranti. Anzi, sono sempre stati i miei primi fan e mi hanno sempre sostenuto in qualsiasi scelta sportiva e di vita. Anche se magari sembra l'opposto, ho sempre avuto molta libertà nella mia vita e quindi, grazie a loro, ho imparato ad essere abbastanza indipendente e responsabile, e per questo gli sarò sempre infinitamente grata. Il fatto che vengano a vedere tutte le partite non lo vedo come un atteggiamento opprimente, ma anzi mi sento fortunata ad averli così vicini e sempre al mio fianco.

D: Hai la fortuna di possedere un fisico statuario e certamente come ragazza non passi inosservata così come avrai molti ammiratori: in realtà hai più ammiratori o più tifosi, o forse ammiratori tifosi?
R: Sinceramente, è difficile rispondere a questa domanda, forse la più tosta. Per colpa della mia personalità, al di fuori della palestra non penso di avere molti ammiratori, o forse ci sono tanti ammiratori segreti ma questo non potrò mai saperlo. In palestra invece le cose cambiano e infatti penso di avere avuto diversi ammiratori tifosi durante il corso degli anni. Spesso mi giungono voci di gente entusiasta di me e questo ovviamente non può che farmi piacere.



scritto da Giovanni Comi

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