20 Settembre 2020

Giulia Guerriero, mani di fata

B2
05-03-2020 - Intervista a Giulia Guerriero
La Guerriera
Giulia Guerriero, palleggiatrice della CSC CeramSperetta di Cusano, regista appunto della formazione di coach Salari, chiamata a gestire un attacco ben assortito dove non mancano di certe le atlete che possano finalizzare con un punto i suoi “assist”, dotata di intelligenza tattica e di un palleggio preciso e costante nell’arco dell’intera gara nonché di un servizio in salto flottante molto insidioso, non disdegna anche colpire di secondo tocco.
A Cusano da un paio di stagioni dopo una lunga militanza a Cinisello Balsamo alla corte di Angelo Robbiati con cui ha sfiorato i playoff in più di un’occasione, Giulia, Giuly per le compagne ma anche Warrior per i tifosi, allena anche una squadra giovanile oltre al lavoro in amministrazione presso un’agenzia pubblicitaria: gli impegni non le mancano ma lei è sempre puntuale e precisa in tutto ciò che fa.


D. La tua carriera è lunghissima, quando e dove hai iniziato a giocare?
R: Effettivamente sono già passati 21 anni dal primo allenamento. Ho iniziato all’ età di 7 anni, un po’ per caso: durante la festa di Bresso, dove tutt’ ora vivo, mentre con mia mamma facevo il classico giro delle bancarelle, incontrammo una mia compagna di classe con sua mamma che ci convinse ad andare a dare un’ occhiata allo stand della P.F Bresso. Devo dire che fu abbastanza semplice decidere di iscrivermi al primo allenamento di prova. Ricordo che allo stand ci accolsero Daniela Beneggi e Sonia Signoria, che militavano all’ ora, nella serie B2 appunto del Bresso. Sapere che loro sarebbero state le allenatrici, (a cui devo tanto) fu dal primo momento uno stimolo fortissimo. E così ho iniziato, mi sono innamorata della pallavolo e non ho ancora smesso!

D. Qual è stata la tua più grande soddisfazione e quale invece la maggiore delusione?
R: Partiamo dalla delusione: preferisco concludere in bellezza. Dunque, dicevamo, la maggior delusione… 2013, gara 3 play off di serie C. Giocavo a Cinisello. Abbiamo perso in casa 3/2 contro una giovanissima Vero Volley, vedendo sfumare il sogno della B2. Di soddisfazioni ce ne sono state tante. Forse la soddisfazione che ricordo con più emozione, è stata all’ età di 16 anni, quando abbiamo vinto la finale provinciale U18 contro la temibile e imbattuta Pro Patria. Tuttavia, credo che la soddisfazione più grande debba ancora arrivare per me!

D. Cresciuta nel Bresso, tua città natale ed attuale, hai giocato molti anni a Cinisello Balsamo: cosa ti ha mosso di lasciare coach Robbiati e credere nel progetto della CSC Cusano?
R: A Cinisello e ad Angelo Robbiati devo moltissimo. Penso però, che dopo tanti anni nello stesso ambiente (7 anni in questo caso) ci sia bisogno di cambiare aria, o almeno questo era ciò che sentivo, una mia esigenza: la voglia di rimettermi in gioco in una nuova realtà, lasciare il “porto” sicuro e ricominciare da capo in una nuova società. A Cusano fin da subito mi è piaciuto l’ ambiente, e l’ attenzione che hanno posto Cristian e Carlo nel far sì che la mia scelta ricadesse su Csc. Non nego che l’ idea di giocare insieme ad atlete come Dainotto e Magnano mi ingolosiva parecchio. Poi Carlo è stato bravissimo a propormi oltre alla prima squadra, di allenare l’ U12 del Csc, e ha centrato il mio punto debole. A questa offerta non ho saputo proprio dire di no.

Allenatrice Under12
D: Hai subito un grave infortunio durante una gara (io c’ero e l’ho vista piangere accasciata a terra), ma, dopo un lunga fase di riabilitazione, sei tornata a giocare, forse più forte di prima: cosa ti ha insegnato quella brutta esperienza?
R: Sarà banale ma è la verità:
1-NON SI MOLLA, MAI! Ho imparato a seguire la mia volontà con pazienza e determinazione, nonostante le circostanze, se vuoi puoi!
2- NON DARE NIENTE PER SCONTATO, ogni allenamento, ogni partita, è un’ occasione vera! Non potermi allenare per cause di forza maggiore mi ha aiutato a dare poi, più valore ai momenti passati in palestra.

D: Ti viene riconosciuta una grande precisione e costanza nel palleggio oltre ad un tocco morbido molto gradito alle attaccanti: in quale aspetto del tuo ruolo ti senti più a tuo agio?
Amo avere la sensazione di riuscire a far girare la squadra, di riuscire a dare il ritmo giusto e la palla adatta ad ogni compagna per riuscire a farle fare SBABAAAM nel campo avversario. Sto imparando sempre di più grazie a Cristian, a giocare contro il centrale avversario, e devo dire che anche “fregarlo” se riesce, è una bella sensazione!

D:Cusano è una società ad impronta familiare, basata sul volontariato che contraddistingue tutte le società dell’hinterland milanese: pensi che l’ambiente ne tragga beneficio o reputi Cusano , così come altre simili, troppo poco ambiziosa e quindi sarebbe molto difficile raggiungere traguardi eccelsi?
R: Credo che per poter raggiungere traguardi eccelsi, la chiave di volta stia nella scelta delle persone che fanno parte del progetto. Cusano è molto brava in questo, e per come la vedo, creare un ambiente favorevole a valorizzare ogni persona con tutte le sue sfumature, non può che essere un valore imprescindibile al raggiungimento di un obiettivo.


D:Cosa pensi del girone di quest’anno che vede il Cusano battagliare con un nugolo di agguerrite squadre emiliane, di una regione quindi in cui la pallavolo è da sempre sinonimo di religione?
R: E’ sicuramente un girone interessante: non ci si può permettere di affrontare nessuna partita con leggerezza. Ogni squadra può darci filo da torcere, sta a noi quindi riuscire a fare meglio!

D: Vista la situazione di classifica, è cambiato il tuo obiettivo per questo campionato ?
R: In realtà il mio obiettivo è stato fin dall ‘inizio lo stesso. Sarò spavalda, o se preferite una sognatrice, ma non mi spaventa condividere apertamente la forte volontà di arrivare a giocarci i play off. Non sarà di certo una passeggiata, soprattutto dopo lo stop forzato, riprendere allo stesso ritmo, ma, numeri alla mano, fin’ ora abbiamo tutte le carte in regola per poter arrivarci.


D: cosa pensi di fare nella vita, dopo aver appeso le scarpette al chiodo?
R: Non sono una da grandi progetti, mi piace vivere il presente. Posso dire che di sicuro la pallavolo non credo di abbandonarla, anche dopo aver appeso le scarpette al chiodo. Allenare è un’ altra attività che amo fare e sicuramente potrà accompagnarmi per parecchio tempo. Per tutto il resto mi lascerò ispirare!



scritto da Giovanni Comi

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