24 Settembre 2020

Giorgia Chiodo, la carta vincente di coach Salari

B2
18-03-2020 - Intervista a Giorgia Chiodo
Giorgia in ricezione
Giorgia Chiodo, Gio per le compagne, libero della CSC CeramSperetta di Cusano, è il cosiddetto secondo libero nella formazione di coach Salari anche se, nonostante non abbia ancora i 23 anni, sia in grado d tenere il campo, anche in situazioni difficili, grazie ad un’ottima ricezione che resta il suo di forza mentre la relativa poca esperienza in un campionato nazionale limita il suo rendimento in difesa, laddove le situazioni di gioco sono molto variabili e pertanto solo la casistica di gioco insegna a come comportarsi.
Giorgia, quando le è stato chiesto di entrare in campo, anche da titolare, si è fatta trovare sempre pronta e di certo non ha sfigurato, anzi ha consentito alle compagne un contrattacco efficace.
Nel big match dell’ultima giornata disputata con avversaria la temibile formazione del Volley Stadium Mirandola che insidiava il secondo posto delle locali, l’ultima partita prima del Coronavirus, ha anche debuttato come “finto libero” ossia un giocatore che entra al posto di una ricevitrice per migliorare il fondamentale della ricezione appunto; ebbene la mossa di coach Salari si è rivelata azzeccata e , grazie alla ricezione perfetta di Giorgia, Cusano è riuscita ad interrompere il tentativo di recupero delle emiliane, riscuotendo l’applauso del pubblico e l’approvazione dei tecnici,


D: sei milanese di origini meridionali e hai giocato nel Volley Milano insieme a Beatrice Badiali: come valuti quella esperienza ormai lontana?
R: In verità sono nata a Napoli e mio padre é calabrese. Ho iniziato a giocare nel vero Volley quando avevo 10 anni e ho finito il mio “rapporto” con questa società a 18 anni. Giocare tutte le giovanili in una realtà importante sicuramente mi ha insegnato tanto sia a livello tecnico sia a livello umano. Poi aver avuto allenatori di alto livello oltre ad essere stato un onore mi ha aiutato nella mia crescita pallavolistica. Quindi non posso che essere contenta di quella esperienza e valutarla in maniera molto positiva.

D: Il ruolo del libero è uno dei più difficili soprattutto perché per affinare le doti necessarie per espletarne al meglio le incombenze sono necessari anni e anni di gioco che possano procurare quell’esperienza nella valutazione delle sempre diverse situazioni di gioco che contraddistinguono i giocatori che hanno fatto la storia di questo ruolo, liberi come Paola Cardullo prima e Monica De Gennaro ora, solo limitandoci al settore femminile: hai un modello, anche allargando l’orizzonte all’estero, che vorresti imitare?
R: Sinceramente non ho mai seguito molto la pallavolo, ho sempre preferito il calcio sin da quando sono piccola. Però se devo fare un nome sicuramente mi piace molto la De Gennaro che, oltre ad aver vinto qualsiasi trofeo, é anche ritenuta uno dei liberi più forti sulla piazza. Poi é anche campana, quindi non poteva che ricadere su di lei la mia scelta!


un giorno ...
D: solitamente nessun giocatore nasce “libero”, ma lo diventa per necessità legate spesso alla statura corporea, spesso ci sono liberi che prima avevano giocato di banda e talvolta avviene l’inverso come nel caso di Valentina Cozzi della Tomolpack Marudo: tu quando hai deciso che questo ruolo sarebbe stato il “Tuo” ruolo e perché?
R: Fino all’under 16 ho giocato come opposto che riceveva. Mi sono divertita sempre tanto ad attaccare però andando avanti mi sono resa sempre più conto che la mancanza di centimetri avrebbe influito parecchio sul mio futuro. Così sotto le direttive degli allenatori ho cominciato a giocare come libero. Ad oggi posso dire che sono molto contenta di questo ruolo, nonostante sia psicologicamente molto duro, e che non sento la mancanza degli anni in cui schiacciavo.

D. Quest’anno non hai giocato molto: hai disputato un paio di partite da titolare e nell’ultima hai svolto il ruolo di “finto” libero: in quale veste preferisci giocare?
R: Quando sono venuta a Cusano sapevo che non avrei giocato molto. Venendo da due anni pallavolostici non molto positivi il mio obiettivo è stato sin dall’inizio quello di poter migliorare tecnicamente e di poter imparare da un libero con più esperienza di me e devo dire che mi é andata molto bene! Dopo aver provato a giocare sia come libero che come finto libero preferisco giocare come “finto” libero, così ho più opportunità per dare il mio contributo alla squadra!





Con la maglia di "finto libero"

D: Tra i compiti di un libero ci sono certamente la ricezione e la difesa, ma anche l’alzata in bagher così come la capacità di organizzare la seconda linea, impartendo ordini alle compagne di reparto: quali di queste incombenze pensi di poter meglio svolgere?
R: Non avendo molta esperienza in un campionato nazionale mi rendo conto che la difesa e la capacità di organizzare la seconda linea sono capacità che devo ancora migliorare e interiorizzare al meglio. Ad oggi, nonostante mi diverta molto di più difendere, ciò che probabilmente mi riesce meglio è la ricezione, nonostante sia un fondamentale che soffro un po’ a livello mentale.

D:la CSC CERAMSperetta è seconda in classifica e ha ottime chance di accedere ai playoff: penso che per te, così come per altre tue compagne, sia una situazione del tutto nuova, imprevista forse, sicuramente stimolante: quante probabilità assegni alla tua squadra e cosa pensi di fare, tu Giorgia, per aumentarne le possibilità un traguardo storico?
R. Penso che nessuno a inizio stagione si aspettasse una prima parte di campionato così positiva, forse anche un po’ per scaramanzia non si è mai parlato in maniera concreta di una possibile partecipazione ai playoff. Sicuramente questo posto in classifica così alto ci rende orgogliose del lavoro che stiamo svolgendo e dei risultati ottenuti, ma di certo non ci sediamo sugli allori! Sappiamo benissimo che nulla è ancora fatto e che il campionato è ancora lungo. A mio parere siamo una buona squadra che può fare molto bene, sta a noi dimostrare sul campo quante possibilità abbiamo per arrivare ad un traguardo così ambito! Io cercherò di farmi trovare sempre pronta quando l’allenatore avrà bisogno di me e sicuramente sosterrò chi è in campo con tutta la voce che ho.

D: I tuoi genitori, impiegati nella Polizia di Stato, non si perdono una sola partita , anche fuori casa, e fanno un tifo esagerato, da arresto per restare nel loro ambito, anche se tu non sei in campo: quanto ti sono vicini in campo e fuori, ti controllano come potrebbe fare un ispettore di pubblica sicurezza o ti lasciano spazio alle tue passioni sportive e non?
R: Sin da quando ho iniziato pallavolo, ma anche quando praticavo altri sport, ci sono sempre stati, sempre in prima linea a fare il tifo e a sostenermi. Sicuramente alzare lo sguardo e vederli sulle tribune è ogni volta una sensazione bellissima, che riesce a infondermi un po’ di quella calma che mi permette di affrontare al meglio ogni sfida. Ciò avviene tanto in campo quanto nella vita: cercano sempre di supportarmi nelle mie scelte senza che manchino però i giusti consigli.



scritto da Giovanni Comi

Realizzazione siti web www.sitoper.it
close
ACCEDI

NON SONO REGISTRATO

crea account
invia ad un amico
chiudi
Attenzione!
Non puoi effettuare più di 10 invii al giorno.
Informativa privacy
Testo dell'informativa da compilare...
torna indietro leggi Informativa privacy  obbligatorio