22 Settembre 2020

Francesca Comi, miss bagher

B2
16-03-2020 - Intervista a Francesca Comi
Francesca Comi, Francy o anche Fra per le compagne, libero della CSC CeramSperetta di Cusano, è la regista della seconda linea nella formazione di coach Salari. Approdata a Cusano quest’anno, vanta una lunga militanza in serie B, a Cinisello Balsamo prima e ad Olginate poi, disputando sempre campionati di vertice, come dimostrano i 2 quarti posti , un quinto ed un sesto ottenuti in quattro campionati prima della sospensione di un anno per la trasferta a New York, presso la prestigiosa università Weill Cornell nell’East Side della grande mela. Bagher morbido e preciso, Francesca è molto gradita alle palleggiatrici che si ritrovano una palla in testa e possono così dar libero sfogo alla loro creatività nel palleggio. Ricezione, non solo perfetta, ma quasi sempre giocabile, ma anche difesa con recuperi mirabolanti fa parte del bagaglio tecnico della Meratese, grazie soprattutto alla velocità dei piedi che le permette di ben posizionarsi davanti alla palla.
Paradossalmente il libero di Cusano talvolta rimane vittima della sua fama in quanto le compagne di reparto sono così fiduciose della sua presenza che talvolta si scansano, sicure che Francy ci possa mettere una pezza con il risultato che … la palla cade per terra.
Agonista come poche, non vuole mai perdere, non solo nelle gare di campionato ma anche nelle amichevoli e persino nelle partitelle di allenamento: è sempre l’ultima a cedere e difficilmente accetta la sconfitta: almeno quest’anno fortunatamente ci sono state poche occasioni per recriminare e quindi speriamo bene per il prosieguo del campionato.


D. Ti viene riconosciuto uno dei migliori bagher in circolazione: chi devi ringraziare per averti insegnato così bene uno dei fondamentali cardine della pallavolo?

R: anche se mi sembra un po’ esagerato... forse perché sei il mio papà: comunque penso una combinazione di cose: 50% sicuramente da attribuire ai due anni delle selezioni provinciali con l’allenatore Lino Zanet che mi ha insegnato molto soprattutto perché ero in un’età di crescita e di modellamento. Il resto sempre i vari allenatori a seguire da Luca Pota a ovviamente Angelo Robbiati che mi hanno cresciuta nella fase più critica di una giocatrice.

D: hai praticato molti sport , anche contemporaneamente alla pallavolo: dalla ginnastica artistica alla corsa campestre, dallo sci all’atletica leggera, disciplina in cui ti sei tolta tante soddisfazioni tra cui 2 campionati regionali, svariati campionati provinciali milanesi e la partecipazione a varie edizioni dei campionati italiani di categoria, tra cui forse la più importante la partecipazione con la maglia della rappresentativa della Lombardia al campionato nazionale cadette per la specialità dell’eptathlon: secondo quali sport e come essi hanno contribuito alla tua formazione di pallavolista e di libero in particolare?

R: Sì, ho fatto tanti sport... in particolare per molti anni ho praticato atletica leggera grazie al mio papà che mi ha sempre spronato e portato in giro per l’Italia per gareggiare e farmi da allenatore. Se avessi avuto qualche cm in più non nascondo che avrei preferito fare la banda o il palleggiatore. Sicuramente aver praticato atletica leggera mi ha “regalato” ottima flessibilità, velocità e agilità che credo siano i miei punti di forza. In genere un buon libero può anche non essere molto agile, ci sono altre caratteristiche importanti che possono sopperire a questa, come per esempio, la visuale di gioco, il carattere deciso e forte e una buona tecnica.


D. Sei laureata in Ingegneria Biomedica con ottimi voti e lavori nelle sale operatorie degli ospedali lombardi e anche fuori regione come assistente tecnico dei cardiochirurghi: sei soddisfatta della tua attività così importante per la salvezza di vita umane anche se ciò ha comportato sacrifici e in un paio d’occasioni ti ha ostacolato la disputa della partita del sabato sera?

R: in questa domanda devo dire che non sei stato molto attento: lavoro come ingegnere di sala nelle sale di elettrofisiologia degli ospedali per supportare i medici elettrofisiologi in procedure di ablazione per la cura delle tachicardie al cuore: si tratta sicuramente di un lavoro molto stimolante e importante in cui bisogna essere sempre sul pezzo e all’altezza in ogni situazione. Il problema principale è la gestione degli orari che non mi aiutano a conciliare al massimo il lavoro con la pallavolo in termini di qualità di prestazione... mi alzo molto presto tutte le mattine per essere pronta in sala operatoria nei vari ospedali della Lombardia e le procedure possono anche terminare qualche ora prima degli allenamenti e quindi mi ritrovo tutto il giorno fuori casa fino a mezzanotte quando faccio rientro. È stato difficile ma sono contenta di averlo fatto!



D. Anche tu, come altre tue compagne hai giocato parecchi anni a Cinisello Balsamo sotto la direzione tecnica di coach Angelo Robbiati, selezionatore della rappresentativa giovanile milanese prima e territoriale Lecco-Monza-Milano poi: una promozione dalla serie C il primo anno e poi tanti piazzamenti a ridosso dei posti validi per i playoff; risultato simile , un quinto posto, nella stagione disputata ad Olginate con cui hai lottato fino all’ultima partita per un posto nella post season: sei quindi un habitué della lotta ai posti che contano: pensi che quest’anno potresti riuscire finalmente a disputare questi maledetti playoff?

R: ovviamente ho sempre voluto disputare i playoff di B2 ma non ci sono mai riuscita per molti anni di seguito... penso ci voglia una combinazione di caratteristiche in una squadra per riuscire ad arrivare nei primi posti, sicuramente la prima cosa che mi viene in mente è la costanza e la determinazione che bisogna mantenere per tutto il campionato. A questi livelli non serve necessariamente essere “le migliori tecnicamente e/o fisicamente” serve invece, a mio parere, una squadra equilibrata e che si impegna costantemente tutto l’anno... e noi lo siamo! Purtroppo con il Coronavirus ci siamo fermate, chissà... era sicuramente l’anno buono...


D: Ormai conosci molte squadre che “bazzicano” nella categoria, in particolare le squadre lombarde anche se le più agguerrite avversarie sono le emiliane: quali sono secondo te le candidate ai playoff, escludendo quindi Gossolengo ormai avviata alla promozione diretta, e quali squadre dovranno rinunciare alla categoria?
R: In queste cose sei più bravo tu, seguivo molto la classifica e le varie possibili combinazioni negli anni precedenti, quest’anno mi sono concentrata più sulla nostra squadra e guardare ogni partita per volta. Quindi se andate a vedere le analisi di Alberto il genietto della matematica sul sito leggerete tutto nei minimi particolari.


D: Il ruolo del libero è uno dei più difficili da sostenere, soprattutto perché può solo sbagliare, dato che non può attaccare e fare dunque punto; solitamente tu in partita commetti pochi errori ma in quelle rare occasioni, specialmente sulla battuta corta, l’allenatore chiama subito quasi sempre il timeout, come per voler tranquillizzarti: come pensi di evitare questa pecca che in effetti demoralizza tutti i liberi che subiscono ace?

R: Solo a volte chiama timeout ma comunque rispetto agli altri anni in cui mi demoralizzavo di più e cercavo sempre la perfezione, quest’anno lascio andare molto di più e cerco invece di essere sempre presente per la mia squadra mentre giochiamo, se mi vedono in difficoltà non aiuto sicuramente a mantenere ordine nel gioco. Prima ero molto perfezionista e a volte era controproducente perché non volevo sbagliare neanche una palla... quest’anno invece, probabilmente anche per la fiducia e la calma che mi trasmettono gli allenatori mi sento molto più tranquilla e serena.

D: Sei sempre stata sensibile al modo di vivere e convivere in una squadra, dentro e fuori lo spogliatoio ed In tutte le squadre in cui hai giocato ti sei sempre fatta ben volere da compagne, tecnici e dirigenti: Cusano conferma questa impressione? e cosa si potrebbe fare per migliorare ancora più la fiducia e l’armonia in squadra?

R: Sì per me è sempre stato importante avere feeling con le mie compagne ed essere amiche più che compagne, ovviamente ho imparato che non si può andare d’accordo con tutti, specialmente in una squadra femminile... quest’anno ho scelto di venire a Cusano anche perché ritrovavo le mie “vecchie” compagne di squadra di Cinisello, Giulia e Camilla, con cui sono veramente contenta di giocare. Devo ammettere che sono anche io molto difficile da gestire e a volte esagero e mi lascio prendere dall’entusiasmo e sono difficile da contenere però voglio bene a tutte le mie compagne e sono contenta di essere in squadra con ognuna di loro. Per quanto riguarda la società e gli allenatori e dirigenti... è impossibile non andarci d’accordo, sono persone veramente brave, simpatiche e super disponibili.

D: Sei una delle bionde della squadra e spesso opti per la coda intrecciata che ti rende subito riconoscibile, oltre al diverso colore della maglietta: è un tuo vezzo o risponde a precise esigenze tecniche per disputare al meglio la partita?

R: Non mi piace la coda di cavallo e mi dà fastidio mentre gioco...e poi sono molto scaramantica, devo essere sempre “vestita” nello stesso modo, quindi treccia 4ever.


D. Ti piacciono molto i cani, soprattutto quelli di razza Labrador; so che qualche volta i tuoi preferiti, due sorelle di nome Zoe e Nera, sono venuti in palestra (al Gorky ndr) e una , Zoe la bionda, era tra il pubblico a sostenerti ululando al palazzetto Allende di Cinisello Balsamo: sei molto affezionata a loro?
R: Sì sono le mie cagnoline e ci sono molto affezionata, mi tengono sempre compagnia (forse perché sperano sempre di mangiare quando ci sono, soprattutto Zoe...). Mi piacerebbe portarle sempre in giro, soprattutto in palestra ma purtroppo sono proprio delle monelle e insieme combinano sempre guai. La Nera segue le orme di Zoe che è una peste! (nella foto La Nera non si vede molto bene.




scritto da Giovanni Comi

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