21 Settembre 2020

Emanuela Contini, Wonderwoman

B2
21-04-2020 - Intervista a Emanuela Contini
Manu Wonderwoman
Emanuela Contini, dirigente accompagnatrice della prima squadra del CSC Volley Cusano, è senza dubbio il punto di riferimento non solo delle atlete e degli allenatori , ma di tutte le persone che fanno parte della società o che, come i genitori e familiari o semplicemente tifosi, seguono la squadra alle partite in casa e fuori, con alcuni che presenziano anche alle sessioni di allenamento. Donna sì ma con energia da lottatore, aggredisce un qualsivoglia problema che possa sorgere, di natura logistica piuttosto che di comunicazione, con la determinazione di un leader, risolvendolo rapidamente e sempre in modo efficace, Emanuela funge da perfetto trait d'union tra atlete ed allenatore così come tra squadra e supporters, sempre nel solco della cortesia e delle buone maniere: resta così impossibile non affezionarsi a lei, a quel suo modo di fare dinamico ma gentile, vibrato ma accogliente, marziale ma conciliante.

D: Per i dirigenti di una società è difficile descriverne la carriera così come invece avviene per atleti ed allenatori e talvolta le atlete non conoscono il passato della persona che le sta supportando in palestra e fuori: puoi raccontare il tuo cammino nella società, dai primi passi fino all'attuale situazione?
R: La passione per la pallavolo mi ha portato 18 anni fa a creare in Oratorio, San Luigi Cormano, con la collaborazione di altri genitor, una squadretta di minivolley che per parecchi anni ho seguito con mio marito come sponsor, e genitore delle mie figlie che si divertivano insieme alle amiche. Quando ci siamo resi conto che leragazze avevano bisogno di maggiori stimoli abbiamo cambiato passando al Volley Cormano, società che al tempo aveva un buon giovanile in tutte le categorie, squadre nelle tre divisioni, una serie D e una B2. In un attimo sono stata coinvolta come, refertista , addetta all'abbigliamentoe al merchandising, Dirigente dal giovanile alla serie D seguendo in particolare la carriera di Francesca perché Martina (la più grande) non gradiva la mia presenza in squadra. Finita l'U18 Francesca aveva già fatto il suo esordio in B2 e giocava fissa in serie D ma voleva cambiare, voleva crescere di livello e tentare il salto in serie C…….siamo approdati a Cusano. Nuovi allenatori, nuove compagne ma, dopo una stagione….. stesso dirigente !!! Serie C e passaggio in B2 con Paolo Abbiati e Carlo Carloni. Paolo Abbiati lascia la squadra e inizia l'avventura con Cristian Salari e Carlo Carloni che ancora condividiamo.


Con la Serie C nel 2016

D: Spesso il dirigente di una società sportiva non è altro che il punto di arrivo del percorso di un genitore che, seguendo l'attività di una figlia, spesso si fa coinvolgere prima in ruoli di supporto all'interno della società stessa, dall'addetto all'abbigliamento al refertista, dall'arbitro associato all'addetto al tabellone segnapunti, dal dirigente accompagnatore all'addetto all'arbitro, fino a diventarne un dirigente come può esserlo il direttore sportivo o addirittura il presidente – Parlo per esperienza personale visto che ho iniziato a seguire le mie figlie dal minivolley per poi diventare direttore sportivo, addetto stampa e web master del sito: anche tu hai seguito questa strada inseguendo l'attività di tua figlia Francesca oppure è stato esattamente il contrario, nel senso che tua figlia naturalmente ha iniziato a giocare a pallavolo nella società in cui ricoprivi un ruolo importante?
R: Come hai anticipato nella domanda e come ho già detto nella prima risposta, confermo di aver solo creato le basi per la scelta dello sport per le mie figlie, che hanno sempre fatto anche altro come nuoto ed equitazione, in seguito la mia “carriera” è stata dettata dal coinvolgimento in ruoli sempre più rilevanti all'interno delle società cercando anche di coinvolgere attivamente anche gli altri genitori soprattutto nel periodo del giovanile fino all'U18, per seguire la scelta delle mie figli e poi di Francesca quando Martina con l'inizio dell'Università ha scelto di lasciare la pallavolo.

Francesca Arrigoni in attacco

D. Ancora riguardo a tua figlia Francesca Arrigoni: in molte società giocano le figlie dei dirigenti , spesso figlie del presidente o del vice presidente, se non dell'allenatore – basti vedere le squadre avversarie di Serie B, in particolare le emiliane in cui in quasi tutte le società giocano ragazze, parenti strette o direttamente figlie, di presidenti e vice presidenti -, creando spesso tale situazione grossi problemi all'allenatore e allo spogliatoio e molte volte chi ci va di mezzo è proprio la ragazza stessa, guardata con - sospetto dalle compagne e dalle rispettive famiglie: come ti sei destreggiata tra il ruolo di dirigente della squadra e quello di mamma di una giocatrice?
R: Non è sicuramente un ruolo facile essere Dirigente e madre ma ho sempre cercato di trattare Francesca come le altre ragazze della squadra rischiando, a volte, di penalizzarla piuttosto di far vedere che per lei avevo un occhio di riguardo. Sicuramente a lei ho dato fastidio ma non credo che ci siano mai stati grossi problemi con lo spogliatoio o nel mio rapporto con altri genitori…. O forse non me ne sono accorta perché in buona fede ho sempre dato per scontato che se un giocatore è in campo è perché se lo merita e in ogni caso sceglie l'allenatore non il dirigente. Francesca non è una “fastidiosa” fa il suo dovere e non si impone sulle altre e si è sempre gestita il suo rapporto all'interno della squadra senza chiedere aiuto. La regola per il quieto buon vivere a casa nostra è: NON SI PARLA DI PALLAVOLO FUORI DLLA PALESTRA.

Francesca con le compagne

D: A guardare dall'esterno pare che tu svolga svariate attività e sostenga ruoli plurimi tra cui oltre a quello di dirigente in panchina, quello di team manager , mental coach solo per limitarci alla squadra, per poi considerare altre mansioni all'interna della società: in quale ruolo ti riconosci maggiormente e quale ti regala le maggiori soddisfazioni?
R Dalla tua descrizione, sembra che faccia tutto io ahahahahaha…… non è così, certamente tutti quelli impegnati in società sportive sanno che quello che uno può fare è sempre gradito e io in particolar modo se amo fare una cosa mi ci butto senza riserve …. Poi siccome non voglio mollare nulla arrivo sempre di corsa ma grazie ai miei superpoteri a fine stagione c'è sempre la voglia di ricominciare. Il ruolo che amo di più è seguire le ragazze, occuparmi dell'abbigliamento, viziarle e stare in panchina durante le partite in trasferta perché in casa sono segnapunti ed il VP Dario Rasini è il dirigente in panchina. Tutto questo chiaramente ti fa capire quanto importante sia la collaborazione tra di noi: lui si occupa della parte burocratica e io di quella divertente!!!

D. Con il tuo savoir faire piaci molto non solo alle ragazze e non solo per le tue famose e squisite torte ma soprattutto ai genitori che apprezzano la cordialità e la premurosità con cui ti relazioni con il “pubblico”, serbando sempre un pensiero per ognuno e dispensando buone parole anche all'ultimo arrivato, eppure con quella acconciatura da “permanente” e con quell'abbronzatura da spiaggia esotica a chi non ti conosce dai l'impressione di essere una donna aggressiva, combattiva e perfino irruente: qual è il vero volto di Emanuela?
R: Non lo so …..non me lo sono mai chiesto io sono così perché di base credo che la mia soddisfazione dipenda dal vedere felici e contente le persone per cui faccio cose o con cui mi relaziono. Non è la prima volta che mi sento dire che sono diversa da quello che sembro e qualche anno fa un genitore di un'atleta mi ha detto che vedendomi credeva fossi una ”menosa” che si dava arie ma dopo 3 giorni di ritiro a Campodolcino con le ragazze della serie C in autogestione ha cambiato completamente idea ahahahahaha. Ha detto che lavoro più di una squadra di operai bergamaschi.

D: Oltre all'impegno nella società sportiva, il tuo tempo trascorre tra la famiglia ed il lavoro, senza trascurare l'impegno civile e sociale: quante attività svolgi e dove trovi le energie necessarie e la lucidità per sostenerle tutte contemporaneamente- forse è per questo che il tuo soprannome è Wonderwoman?
R: Lavoro al mattino con mio marito nella nostra società di Progettazione impianti Termotecnici, lavoro al pomeriggio nell'Ufficio Risorse umane di Una società di Global Service, sono dirigente CSC Cusano, aiuto come volontariato una società che raccoglie fondi da destinare al sostegno dei bambini nel mondo “un Sorriso oltre le barriere”, sono stata attiva nella lista civica del mio Comune che ha visto ha visto eleggere il suo candidato Sindaco alle ultime elezioni e per ultimo ma prima priorità amo fare il lavoro di mamma e casalinga. Le energie ci sono per ora e tutte le volte che sono stanca penso che ne avrò poi del tempo per riposarmi. ….. qualcuno mi dice che correndo troppo e facendo troppo non mi godo la vita….. evidentemente amo questo tipo di vita e se qualcosa mi piace lo faccio e lo seguo impegnandomi molto. Mollo solo se mi rendo conto di non essere utile.

D: Con Dario (Rasini) pare ci sia un ottimo affiatamento anche se talvolta qualche piccola divergenza di opinioni è affiorata: come sono i rapporti con Dario ed in generale con gli altri dirigenti che tra l'altro sono tutti maschi?
R: Con Dario e con gli altri Dirigenti c'è un ottimo rapporto perchè l'interesse comune è portare aventi la società per dare la possibilità alle ragazze di giocare questo meraviglioso Volley. Sicuramente ognuno ha il suo carattere e ci sono state e ci saranno divergenze ma abbiamo sempre trovato un compromesso e quindi una soluzione. Non siamo una grande società, non abbiamo ruoli fissi, ognuno fa il massimo e alla fine siamo un piccolo MIRACOLO. Io poi in particolar modo mi rapporto spesso con Dario e devo dire che ci compensiamo a vicenda, lui ha quello che manca a me è viceversa! Sembra quindi che tutto questo funzioni……. Sono tutti maschi e io sono Wonder!

Emanuele e Dario ...La strana coppia

D: Anche tu hai messo su famiglia, sposando un alto dirigente della società: riuscite a separare la vita in famiglia da quella in società e siete “Vittime” della passione sportiva? Per dirla come Dante : Galeotto fu … il volley o al contrario la pallavolo di Cusano Milanino ha fruito di una coppia già formata altrove?
R: Buona la seconda…. Io e Luca siamo una coppia già solida in tutti i sensi solo che nell'ambito Pallavolo ci ho sempre messo la faccia io e lui mi ha sempre aiutata dietro le quinte. Da quando siamo a Cusano anche lui si è ricavato il suo spazio com'è giusto che sia e direi che la collaborazione funziona sia a casa che in palestra.




scritto da Giovanni Comi

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