25 Novembre 2020

Elena Palumbo, la più promettente delle ragazze del CSC Cusano

B2
18-03-2020 - Intervista a Elena Palumbo
Durante il riscaldamento
Elena Palumbo, Ele per le compagne, è uno degli opposti della CSC CeramSperetta di Cusano, e tatticamente viene impiegata da coach Salari nel cosiddetto doppio cambio, ossia l'opposto che entra prende il posto della la palleggiatrice e la palleggiatrice che entra sostituisce l'opposto che dovrebbe andare in battuta in modo da avere la palleggiatrice in seconda linea e così disporre di tre o addirittura opzioni di attacco. Spesso il doppio cambio avviene dopo la metà del set e non è detto che sia una tattica per interrompere una serie positiva dell'avversario, ma costituisce una vera e propria azione per migliorare l'attacco, così come ritornata in battuta la palleggiatrice che era entrata viene ripristinato con un altro doppio cambio l'assetto iniziale del sestetto.
Favorita da un fisico longilineo ed armonioso, Elena, una classe 2000 mancina dai mezzi fisici importanti (alta 187 cm) proveniente da Pescara (B2), fu adocchiata da Orago nel 2017 per rinforzare, se mai ce ne fosse stata bisogno per una società che ha vinto decine di titoli nazionali giovanili, la Under 18 che disputava anche il campionato di serie B.
Questa stagione, così avvincente e finora ricca di soddisfazioni per Cusano, ha visto l'abruzzese poco utilizzata, giusto nelle manovre ordite da coach Salari del doppio cambio, manovre che in qualche caso ha sortito l'effetto sperato, senza dimenticare il muro dove Elena può far valere i suoi centimetri ed i suoi lunghi arti, andando a sostituire il palleggiatore che notoriamente non è una pertica, certamente il paragone con un'atleta esperta e completa come Elisa Dainotto sembrerebbe inopportuno, tuttavia, le premesse per diventare un opposto di primo piano ci sono tutte, soprattutto se Elena riuscirà a trasformare in azioni efficaci e vittoriose le notevoli potenzialità, non solo legate al fisico, che dispone a iosa.

Con la maglia dell'Orago - 2017
D: Sei cresciuta negli Abruzzi e giocato a Pescara, prima di essere prelevata da Orago, dominatrice della pallavolo giovanile per moltissimi anni: nella scelta di trasferirti al Nord, hai privilegiato lo sport o lo studio?
R: Nella scelta di trasferirmi al nord ho privilegiato lo sport però ho comunque continuato il mio percorso di studi

D: Sei iscritta all'università a Milano ma forse hai in mente altro che lo studio: che attività hai intrapreso di preciso, attività da svolgere in armonia con la pallavolo?
R: Al momento mi sto focalizzando soprattutto sull'università e anche sullo sport quindi per ora non ho altre attività, o meglio altre attività da considerare sullo stesso piano dello studio e pallavolo


D: Anche tu sei stata utilizzata raramente in questo campionato e sempre in coppia con Martina Pantarotto per il doppio cambio: ti soddisfa questo ruolo che in ogni caso porta acqua al mulino della squadra?
R: Si comunque sono dell'idea che bisogna essere pronte in qualsiasi momento anche se per poco tempo cercare di dare il meglio ed essere d'aiuto per la squadra, poi ovviamente mi farebbe piacere avere più spazio, come credo sia l'ambizione di ogni atleta, per contribuire alla vittoria.


D. Certamente avere “davanti” un'atleta come Elisa Dainotto, due volte campionessa italiana, e soprattutto con un bagaglio di esperienze acquisito in campionato di altissimo livello, rende difficile un tuo utilizzo come opposto a tutti gli effetti, nonostante tu disponga di tutto ciò che è necessario per un opposto: statura, essere mancina, rapporto peso-potenza ottimale, lunghi arti superiori che consentono un colpo d'attacco violento: insomma cosa manca a Elena Palumbo per diventare un opposto fortissimo?
R: Manca ancora tanta esperienza e tecnica, che non si smette mai di migliorare.


D: Vivi a Milano mentre la famiglia è rimasta negli Abruzzi: non è facile per una giovane destreggiarsi da sola tra università e palestra in un ambiente difficile e complicato come il milanese: non senti un po' di nostalgia per la tua terra e per la tua famiglia, ti piacerebbe che i tuoi venissero a fare il tifo per te come fanno i genitori delle altre compagne?
R: Devo dire che grazie alle mie esperienze passate del vivere lontano da casa non sento la nostalgia, il merito è anche dei miei genitori che fin da piccola mi hanno insegnato ad essere autonoma. Ovviamente mi farebbe piacere che venissero ad ogni partita però so che appena hanno la possibilità ci sono e questo mi rende molto felice.



scritto da Giovanni Comi

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