22 Settembre 2020

Cristian Salari, coach da playoff

B2
22-03-2020 - Intervista a Cristian Salari
Cristian Salari, primo allenatore o Head Coach, ormai a Cusano da 3 anni dopo l’esperienza a Mariano Comense completata con la promozione in B2: nella cittadina comasca Cristian ha costruito la squadra in tre anni e all’ultimo anno appunto ha vinto tutto ciò che poteva vincere, promozione con largo anticipo e distacco di punti e , ciliegina sulla torta, lo scudetto regionale.
Una lunga carriera iniziata nelle giovanili della prestigiosa Pro patria del presidente Bruno Cattaneo con l’occasione anche di seguire la B2 prima e la B1 poi in qualità di secondo allenatore; poi la prima svolta nella carriera con la chiamata della Geas Cologno per sostituire l'allenatore di allora ed è subito promozione in B1 passando per play off.
Dopo un passaggio alla Libertas Cinisello con un accesso ai playoff di serie C, la lunga permanenza in un’altra società del Nord milanese, la Pallavolo Bresso dove nell’arco di ben 7 stagioni (6 in B2 e una in B1) Cristian conquista due playoff e la promozione in B1.
Dopo la parentesi “maschile” a Bovisio Masciago in serie C con salvezza all'ultima giornata, Cristain approda a Mariano Comense dove con la Union volley abbiamo già detto sono fuochi d’artificio, sia pur con atlete di comprovata esperienza quali la palleggiatrice Linda Conte, le bande Giulia Magnano, Chiara Valente e Claudia Rossi, gli opposti Chiara Orsenigo e Beatrice Parravicini, il centro Valentina Mestriner, il libero Valentina Broggi, sperando di non averne dimenticato altre, tuttavia la squadra sotto la guida di Cristian ha fatto faville, andando oltre le più rosee aspettative.
Ora si sta profilando a Cusano, alla CSC SPERAMSperetta, la stessa storia con la squadra che dopo una buona promozione dalla serie C ed un biennio di acclimatamento, sia pure con qualche brivido nela stagione d’esordio, nella serie B2, è addirittura in lotta per accedere ai playoff e quindi alla promozione in B1 (gli scongiuri e le scaramanzie sono d’obbligo|)-


D: Dopo una lunga carriera nelle serie nazionali, costellata dio play off e promozioni, a Marian Comense, con l’Union Volley ti sei confermato come allenatore vincente ma soprattutto come “costruttore” di squadre: come sei riuscito a sviluppare questa capacità, caratteristica dei migliori direttori sportivi, che incrementa il valore di un allenatore, solitamente misurato solo sui risultati ottenuti sul campo’
R: Il termine che hai utilizzato, "costruttore", mi piace molto, lo uso spesso anch'io perché quando arrivo in una nuova società quello di costruire la squadra è un percorso sempre molto stimolante. Di solito utilizzo il primo anno per studiare e far crescere al massimo il pacchetto società/staff/atlete già esistente. Dal secondo anno si cerca di inserire qualche tassello per alzare il livello. In questa fase una parte importante di solito la fa il budget ma avendo lavorato quasi sempre in società dal budget piuttosto limitato ho dovto cercare altre strade. Diciamo che idee, intuizioni e, non ti nascondo, un po' di fortuna mi hanno aiutato molto.



D: Non sono mancate purtroppo le delusioni come l’ultima sfortunata stagione a Cologno e la retrocessione a Bresso, sia pure da una serie difficilissima come la B1 e poi negli ultimi anni la delusione dell’esordio in B2 nella stagione 2015/2016 con l’Union Volley, ultimo posto con solo 3 punti ed una sola vittoria all’attivo, e hai rischiato di replicare con il CSC Volley Cusano, che da neopromossa, si salvò all’ultima giornata in un disperato duello a distanza con Gorgonzola: cosa fu determinante nella vittoria in quella sfida tra lombarde?
R: L'ultimo campionato a Mariano fu particolare perché dopo la promozione in B2 la squadra si sfaldo' per parecchi motivi (qualcuna smise, qualcuna andò in B1, il main sponsor abbandonò) e quindi allestimmo il nuovo team in qualche modo a luglio ma sapevamo a cosa andavamo incontro. Le altre tre stagioni che hai citato sono state simili nella loro evoluzione. Promozione l'anno precedente, iscrizione al campionato con la stessa formazione, qualche difficoltà ma alla fine anche delle soddisfazioni. Cercare di capire cosa fu determinante nel derby con Gorgonzola è piuttosto complicato ma debbo dire che le vittorie per 3-0 a Gossolengo (che era primo in classifica) la prima di ritorno e la vittoria contro Firenzuola furono molto importanti.

D: A Cusano ti eri portato alcune ragazze dell’Union Volley, come Giulia Magnano, Giulia Piccoli e Valentina Broggi: come mai hai preferito attingere all’esterno piuttosto che privilegiare il vivaio’
R: In realtà Giulia Magnano era già qui a Cusano e Broggi è arrivata il secondo anno. Gli unici due ingressi al primo anno furono Dainotto e Piccoli. Per quanto riguarda il vivaio quando sono arrivato la U18 non c'era e quindi era difficile attingervi. Considera poi che i settori giovanili che crescono giocatrici per i campionati nazionali non sono tanti e società come la nostra, con un settore giovanile poco strutturato, se hanno un'atleta valida tendenzialmente la vedono andare in società che da questo punto di vista sono più avanti. Quest'anno abbiamo iniziato una collaborazione con Net Volley che dovrebbe dare frutti nei prossimi anni.


D. Quest’anno ti ritrovi ancora in lotta per i playoff, al secondo posto, dietro una squadra costruita per la promozione diretta quale è il Busa Gossolengo: quali sono stati i fattori determinanti questo scatto in avanti di una squadra che certamente non è stata costruita per la promozione?
R: Beh, quest'anno un po' per forze di causa maggiore e un po' per scelta abbiamo dovuto inserire parecchie nuove giocatrici e come ho detto prima il mix tra idee, intuizioni e fortuna sia stato determinante per allestire una formazione potenzialmente competitiva. Poi c'è il lavoro in palestra, la ricerca dei giusti meccanismi, la voglia di stupire, la capacità di maturare in fretta come "pacchetto" soc/staff/atl, la crescita delle giovani. Credo che anche in questo caso i fattori determinanti siano più di uno.

D: con Carlo (Carloni) formi una coppia ben amalgamata ed affiatata e all’apparenza con idee convergenti sull’assetto tecnico e tattico della squadra: questa concordanza di intenti è solo un’impressione dall’esterno o effettivamente conducete la squadra , durante gli allenamenti ed in partita, all’unisono?
R: In questi anni qua a Cusano si è creata una bella sinergia con Carlo, Manu, Raso e Luca. Con Carlo in particolare il rapporto va oltre la palestra, devo dire di aver trovato anche un grande amico. Questo non ci impedisce di confrontarci su tanti aspetti tecnico/tattici, a volte anche in maniera piuttosto accesa, ma credo che sia il segreto per quel processo di crescita continua che chiediamo sempre alle ragazze ma che cerchiamo anche noi di mettere in atto. Alla fine però riusciamo sempre a trovare i giusti equilibri.


D. Dalle tribune non sembri troppo coinvolto nel clima spesso torrido della partita, mantieni piuttosto un aplomb degno di un dandy inglese, a differenza di altri colleghi che conosci molto bene, dal tempo delle giovanili credo, e avversari quest’anno, come Polito della Linea Saldatura Bedizzole o Moschetti della Enercom Fimi Crema, che si agitano continuamente, quasi in trance agonistica, a bordo campo, impartendo istruzioni ad ogni singola azione: la tua è una scelta tecnica o fa parte del carattere?
R: Diciamo che col tempo mi sono un po' calmato, loro sono giovani…Hahaha. A parte gli scherzi, nel corso degli anni ho maturato l'idea che sia più intelligente cercare di lavorare per costruire atlete pensanti piuttosto che "telecomandarle" da bordo campo perché penso che nei momenti importanti, quando la tensione sale, il telecomando rischi di andare in corto circuito. Poi, quando serve, credo di sapermi infiammare anch'io…

D: Quest’anno non pare che tu abbia molti problemi per ciò che riguarda la formazione, tranne forse nel ruolo della banda, dove oltre alla bravissima Irene Mazzaro, scontata S1, tu e Carlo dovete “inventare” ogni volta una nuova soluzione: Giulia Bonafini, Marta Faccini e Beatrice Badiali si alternano nel ruolo ma il sestetto iniziale rimane sempre una sorpresa per i tifosi che aspettano di vedere quale sarà stata la vostra scelta: cosa pensi a riguardo e cosa hai in mente per il futuro, quello che ci sarà, coronavirus permettendo?”
R: Credo che quest'anno la squadra sia abbastanza completa in tutti i ruoli ed in particolare in posto quattro abbiamo una batteria di bande ben assortita anche se a turno le ragazze hanno avuto qualche problema fisico, in molte partite quindi, le scelte sono state quasi obbligate. Per il prosieguo della stagione la priorità è recuperare tutte al 100%, ed in questo senso la pausa potrebbe aiutarci, poi valuteremo di volta in volta se schierare una formazione più votata all'attacco o più votata all'equilibrio.

D: Nell’ultima partita disputata, contro la quotata formazione di Mirandola, hai raccolto il plauso dei tifosi non solo per l’azzeccata mossa di schierare Giorgia Chiodo come “finto”! libero per rafforzare la ricezione in una fase molto delicata della gara, ma soprattutto per la variazione dello schema di gioco in attacco con l’ottima distribuzione di Giulia Guerriero e la valorizzazione della coppia di centrali, Camilla Roncoroni e Michela De Marzi, una coppia che garantisce oltre il 70% di realizzazione in attacco, oltre a costituire con Elisa Dainotto un muro molto difficile da superare come hanno dovuto sperimentare le pur forti attaccanti di Mirandola. Pensi di riproporre queste soluzioni in futuro?
R: Per quanto riguarda il muro, pur avendo poco tempo per allenarlo, credo ci stia dando delle belle soddisfazioni. Per quanto riguarda la distribuzione credo che l'assenza di Mazzaro, che come hai detto anche tu è indubbiamente uno dei nostri punti di riferimento, sia stata uno stimolo per tutte le altre. In particolare Giulia ha dovuto cercare nuove soluzioni e quando prima parlavo di giocatori pensanti, credo le abbia trovate alla grande. Questa partita è stata sicuramente un tassello importante nel nostro processo di maturazione.


D: Non sei un professionista, nel senso che non campi con la pallavolo, dovendo quindi svolgere un’altra attività più lucrativa: ci racconti cosa fai nella vita e come, discorso valido per molte ragazze della squadra, l’impegno extra sportivo influisce su quello sportivo e sui risultati’
R: Sono un responsabile vendite della Vorwerk Folletto, anzi se qualcuno avesse bisogno… Ahaha. Diciamo che l'impegno extrasportivo non mi permette di fare tutto quello che vorrei per la pallavolo ma penso e spero non influisca sui risultati.

D: Anche tu sei seguito da tifosi personali, in particolare da una tifosa dai capelli neri: come per le ragazze è importante scorgere i propri genitori sulle tribune pronti a sostenerle e far sentire loro il tifo e l’affetto che provano per le proprie figlie, anche tu trovi conforto o sostegno sapendo che in tribuna, da qualche parte, c’è una persona che palpita per te e la tua squadra?
R: Io e Monica ci siamo conosciuti in palestra ai tempi della ProPatria e abbiamo lavorato insieme per parecchi anni. Il suo sostegno per me è più importante ormai lontano dalla palestra ma quando riesce a venire alla partita sono molto contento. Anche perché quando viene la faccio lavorare… Ahahaha.



scritto da Giovanni Comi

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