22 Settembre 2020

Carlo Carloni ovvero la Pallavolo a Cusano Milanino

B2
07-04-2020 - Intervista a Carlo Carloni
Carlo Carloni, secondo allenatore, di Cusano Milanino, riveste il ruolo ormai a Cusano da 6 anni anche se nel 2011, chiamato dal glorioso Paolo Abbiati, ha allenato in proprio una squadra femminile di 1^ divisione dell’allora CPM (Centro Pallavolo Milanino), società in cui ha iniziato la carriera di giocatore. Eh sì, Carlo è stato un giocatore di pallavolo, sin dal 1974; si badi che ho usato il passato prossimo e non il passato remoto in quanto Carlo ha continuato a giocare per più di 30 anni, passando dal Senago in serie C al Bresso sia pur con qualche interruzione. Nella sua città coglie i maggiori risultati sfociati nella promozione in serie B2 nella stagione 2016/2017 sempre al fianco di Paolo Abbiati. Dopo la partenza del suo mentore, Carlo, in vista del maggiore impegno in una serie nazionale del CSC, chiama a sua volta ad allenare Cristian Salari e così si forma l’attuale coppia che sta guidando la squadra milanina.
Una lunga storia di pallavolo dunque, passata tra il ruolo di giocatore e quello di allenatore, ma non solo: Carlo è stato anche uno dei promotori della pallavolo a Cusano ed in particolare della società Azzurra, sorta dall’unione di due società che gravitavano nell’orbita dell’oratorio e dell’Istituto salesiano: era il 1982 quando fu formata una squadra di bambine delle scuole elementari e Carlo c’era! e c’era il famoso gruppo del doppiopomodoro tra i quali si ricordano Gianni Corso detto anche Gran Mogol ,Salvatore Giacomo Gambino detto SA’ , Marco Corso detto Mec , Corrado Procacci detto Pink, Giacomo Salvatore Gambino detto Tofolo. Raul Bosisio detto Boss, Carlo Carloni detto Ca appunto e Fabio Checchinato detto Geko, Tonino Errante Parrino detto Tessa, Vincenzo Questino detto Garra o Rufus e Luca Bosisio detto Manolo.

Un impegno nel “sociale” dunque per questo figlio di Cusano che inventò pure il motto della squadra………il ….” SE VUOI PUOI “

il famoso gruppo del doppiopomodoro

D: Una carriera spesa nella pallavolo come giocatore prima ed allenatore poi, salvo alcuni periodi di convivenza nei due ruoli: quale ruolo ti ha procurato più soddisfazione?
R: della carriera di giocatore ho solo ricordi ormai… datati. Ho giocato per molti anni con risultati alterni ma sempre con tanta passione e con l’emozione di vivere da protagonista l’evento sportivo; da allenatore è diverso e le soddisfazioni si manifestano con le emozioni e la gioia delle ragazze protagoniste in campo. Quindi se vuoi una risposta, da allenatore ho vissuto e sto vivendo le grandi soddisfazioni dell’appartenenza al gruppo.


D: La tua storia parla di un amore immenso non solo per la pallavolo ma anche per la tua città, con la fondazione di società che cercava di indirizzare allo sport le giovani leve locali: cosa rappresenta per te la città di Cusano Milanino, sorta lungo il corso del Seveso e nota al mondo sportivo soprattutto perché città natale del noto allenatore di calcio Giovanni Trapattoni?
R: Io mio mondo e la mia vita hanno sempre ruotato intorno al territorio. Amicizie, sport, lavoro e famiglia. E’ normale che le mie attenzioni siano rivolte alla realtà in cui vivo. Devo molto allo sport e alle persone che mi hanno permesso di praticarlo. Ho cercato quindi di offrire il mio contributo di competenza ma soprattutto di impegno e passione in ambito sportivo rivolgendomi alle nuove leve pallavolistiche.

D. Io ho sempre avuto una stima infinita per Paolo Abbiati, che ho avuto occasione di incontrare e di arbitrare (era un’amichevole con la Padernese di Paderno d’Adda), un allenatore d’altri tempi forse ma che ha fatto la storia a Cusano: Cosa ci puoi raccontare dell’uomo che ti ha chiamato sulla panchina della CSC?
R: Parlare dell’uomo Paolo Abbiati per come l’ho vissuto io ci vorrebbero pagine e pagine. Cercherò pertanto di sintetizzare: da allenatore mi ha cresciuto come giocatore e in panchina, come secondo, fin dagli anni 80 mi ha fatto appassionare al ruolo dell’allenatore. Da uomo mi ha aiutato a crescere nei valori non solo sportivi. E’ sempre stato per me un punto di riferimento, anche se per molti anni non ci siamo frequentati la sua figura è stata sempre presente. Quando qualche anno fa mi ha cercato per collaborare al CSC mi sono messo a disposizione smettendo definitivamente di far finta di giocare.
Vorrei approfittare dell’occasione che mi stai dando per parlare della persona che ha fatto nascere la pallavolo a Cusano Milanino: Alberto Abbiati (Mister) fratello maggiore di Paolo che con Marco (altro fratello) negli anni 70 ha permesso a tanti giovani di allora di vivere in modo sano e sportivo una situazione sociale ben nota a noi meno giovani. Lo ricordo con infinito affetto e gratitudine.


Serie C girone A Stagione 2016/2017

D: Hai chiamato Cristian Salari ad allenare la squadra fresca di promozione in B2: perché la scelta è caduta proprio su Cristian con il quale pare formiate una coppia molto affiatata?
R: E’ vero con Cristian ho un ottimo rapporto che va oltre la pallavolo. Quando Abbiati ha deciso di lasciare la neo promossa B2, la società mi ha chiesto di assumerne la guida tecnica. Rifiutai per motivi diversi. Svolgo altre mansioni all’interno del CSC e non sarei riuscito ad impegnarmi adeguatamente e con e competenze necessarie. Abbiati era un pilastro di questa società e non era facile trovare qualcuno che lo sostituisse. Non conoscevo Salari di persona ma la cosa che mi ha fatto avvicinare a lui sono state le referenze delle ragazze da lui allenate. Vivendo il mondo della pallavolo femminile ……. è un fatto a dir poco eccezionale! Ci siamo conosciuti e la storia è cominciata. La nota che accomuna Cristian a Paolo è la grande competenza e passione che entrambi mettono nell’allenamento della tecnica individuale di ogni loro giocatrice. Entrambi provengono dal settore giovanile e hanno portato in seno alle prime squadre la volontà di proseguire nel miglioramento tecnico individuale.

Cristian Salari

D. Assistendo agli allenamenti o semplicemente al riscaldamento pre partita, si può notare che non hai perso il braccio del giocatore, visto che impegni le ragazze con decine , anzi centinaia di palloni potenti e precisi, contribuendo in tal guisa alla preparazione al gioco veloce e ficcante dell’attacco: Cosa pensi del tipo di allenamento che fate sostenere alle ragazze ed in particolare alla fase di riscaldamento prima della partita?
R: Il mio ruolo è ben chiaro! Devo assistere al meglio delle mie capacità il primo allenatore, seguo le sue direttive e ascolto le esigenze delle ragazze. Riguardo alla precisione dei miei colpi…..dovresti chiedere alle ragazze, ti faranno cambiare opinione.


D: In questa stagione non sembrano esserci problemi particolari sia nella squadra sia nella scelta del sestetto schierato in campo: i ruoli sono ben coperti e comunque non mancano le alternative; tu sei un fautore della squadra di titolari, sempre le stesse in campo, o credi più nella compattezza della squadra con varie soluzioni adottate in base alla forma del momento ed alle avversarie di giornata?
R: Premesso che le decisioni spettano a Salari, sull’argomento qualche confronto cordiale lo viviamo. La società ed io in particolare abbiamo riposto fiducia e stima in Cristian. Le sue scelte non sono discutibili e volte sempre al bene di tutta la squadra. E’ normale che io abbia le mie opinioni che manifesto in palestra. Meno in gara. Sono sicuro che qualche suggerimento lo abbia fatto suo applicandolo al momento da lui reputato opportuno.

D: Con Cristian (Salari) pare che tu abbia un ottimo rapporto ma spesso, in situazioni disperate quando si debbono prendere decisioni scottanti ed adottare misure drastiche, le divergenze affiorano in una coppia, così nella vita come su una panchina di pallavolo: non avete mai avuto discussioni riguardo a qualche scelta o sostituzione o nella strategia di attacco ed in particolare su chi deve servire la palleggiatrice?
R: Naturalmente qualche valutazione sulle scelte e sulle strategie non sono sempre in sintonia. Ne parliamo a quattrocchi ci confrontiamo e collaborando portiamo entrambi contributi utili a miglioramento del gruppo. Il mio ruolo è quello di secondo allenatore e cerco di comportarmi come tale. Qualche volta sono una spalla sicura qualche volta uno stimolo, lavoriamo comunque in grande sintonia. Fra noi c’è fiducia e stima reciproca.

D: Anche tu non sei un professionista, nel senso che non campi con la pallavolo, dovendo quindi svolgere un’altra attività più lucrativa: ci racconti cosa fai nella vita e come, discorso valido per molte ragazze della squadra, l’impegno extra sportivo influisce su quello sportivo e sui risultati’?
R: Ho la fortuna di lavorare in proprio. La nostra è una “bottega” artigianale che lavora il marmo e granito nel settore dell’arredamento e arte funeraria. Ho portato il modello sportivo nell’ambito lavorativo siamo un gruppo di 5 persone e cerchiamo di lavorare in sintonia. Sono sempre riuscito a conciliare il lavoro e le passioni, non solo quella pallavolistica. Capisco che per le giocatrici che affrontano un allenamento serale dopo una giornata di lavoro, talvolta impegnativa, sia molto più difficile che per me che devo solo assisterle. Per noi allenatori è comprensibile qualche calo di concentrazione dovuto ai vari impegni giornalieri e lavorativi.

la "bottega artigiana" di Carlo

D: Era scontato che a Cusano tu trovassi anche l’amore, visto che qui hai conosciuto una ragazza, che faceva parte della squadra che allenavi, che poi è diventata la compagna della vita: era una storia già scritta che accadesse in una squadra di pallavolo, nella tua città?
R: Credo proprio di si! Visto che molte famiglie in quegli anni si sono formate sui campi da Volley. Era il tempo delle grandi compagnie e la nostra era formata da ragazzi e ragazze della pallavolo. Magda, mia moglie, era una banda protagonista della promozione in serie C nel lontano 1982. Lei ha smesso di giocare e mi ha supportato e sopportato nell’impegno agonistico prima da giocatore e tuttora da allenatore. A lei devo molto.



Al termine di questa simpatica intervista vorrei spendere due parole per ringraziare lo staff dirigenziale: Manu, Luca, Raso, Santo, Pigozzo e tutti gli altri, compresi Martina e Ferdi, tutti indispensabili per realizzare il progetto CSC.
Ringrazio te per questa bella iniziativa e per l’impegno “gratuito” che ci permette di avere un sito web sempre aggiornato.
A tutte le ragazze che compongono l’organico della B2 dico GRAZIE per l’impegno e i risultati sportivi fin qui ottenuti. Non sappiamo come finirà questa annata “compromessa”, ne usciremo e ricominceremo a giocare.




scritto da Giovanni Comi

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