28 Settembre 2020

Beatrice Badiali , il jolly della CSC Cusano Volley

B2
17-03-2020 - Intervista a Beatrice Badiali
Beatrice Badiali, Bea per le compagne, banda/opposto della CSC CeramSperetta di Cusano, è una pedina preziosa per la formazione di coach Salari in quanto può essere impiegata sia come banda sia come opposto. Confermata a Cusano anche quest'anno, proviene dalla fucina di pallavoliste del Volley Milano in cui ha giocato con un'altra atleta del CSC Cusano ossia Giorgia Chiodo.
Ragazza molto intelligente, gestisce molto bene lo stress della partita scegliendo in pochi attimi il colpo migliore d'attacco in base alla situazione corrente: si è rivelata molto utile nei finali di set quando non si deve sbagliare e usare la testa più che le braccia.
Beatrice è un'atleta eclettica che ben si adatta non solo al ruolo, destreggiandosi tra banda e opposto, ma anche nelle situazioni più delicate. Dotata di un'ottima battuta ha salvato con la sua freddezza una partita che sembrava perduta contro un'inaspettata Linea Saldatura Bedizzole e nell'ultima uscita prima dell'infortunio alla caviglia, per fortuna una leggera distorsione alla caviglia, si è meritata il plauso dei tifosi per la bella prestazione fornita.
Coach Salari sa che può contare su questa ragazza quando la squadra si trova in difficoltà da cui bisogna uscire e Beatrice è l'atleta giusta per queste missioni impossibili: lucida e determinata.


D: sei milanese anche se il cognome rivela origini Emiliane e marchigiane: come mai hai preferito giocare in provincia, a Cusano, piuttosto che in una delle tante società di Milano, ben più rinomate ed organizzate?
R: appena uscita dalle giovanili mi sono ritrovata senza squadra, in quanto la società come decisione per tutte le atlete “over” non ha voluto organizzarsi per un campionato di serie a Milano, mi sarei dovuta spostare in provincia di Monza. A Milano non ho trovato, come molti pensano, squadre effettivamente organizzate per svolgere campionati superiori o di serie C. A questo punto tanto valeva trovare una squadra che mi potesse dare una spinta in più dal punto di vista del miglioramento personale, così dopo il passaggio a Novate sono arrivata a Cusano.

Contro Real Volley

D: L'emergenza Coronavirus ha procrastinato la tua Laurea in Scienze Naturali ma a breve coronerai, scusa il gioco di parole, il tuo percorso universitario con soddisfazione tua e dei tuoi genitori: Come mai hai scelto una materia un po'insolita come Scienza Naturali?
R: Non mi sono mai prefissata un indirizzo preciso, ho deciso di valutare i corsi e le attività esterne proposte dall'ateneo. L'università che ho frequentato nel corso dei 3 anni mi ha proposto moltissime esperienze sul campo, sia nei laboratori che all'aria aperta ed è stato proprio questo a farmi apprezzare questo corso di studi. Sicuramente il mio amore per la natura e per l'ambiente ha dato un bel contributo nella scelta.


D:sei ancora molto giovane e forse difetti di un po' di esperienza, tuttavia gestisci molto bene le situazioni, sai quando devi schiacciare con potenza così come invece optare per un pallonetto velenoso e poi non ti fai intimidire quando sei chiamata al servizio negli ultimi punti di un set o di una partita, insomma sembri più navigata di quanto ci si possa aspettare da un'atleta che non ha un curriculum lungo: cosa o chi ti ha insegnato ad essere così lucida e fredda nei momenti topici?
R: Il carattere e quindi anche il mio approccio alla gara fanno la loro parte, cerco di usare sempre la strategia giusta per ogni pallone soprattutto non essendo una giocatrice che spicca in altezza… Rimanere concentrata sul gioco mi fa sentire meno la tensione della partita e quando possibile di osare di più. In quanto al curriculum è vero, non ho avuto molte esperienze come questa, anzi solamente lo scorso anno. Negli anni passati ho giocato con ragazze molto più grandi di me, spesso partendo dalla panchina dovendomi guadagnare il posto, ma da loro ho cercato di imparare anche le “scelte di esperienza”.

Beatrice al servizio in salto float

D. Sei un'attaccante di lato, banda o fuori mano non fa differenza: tu quale ruolo preferisci?
R: A Cusano sono cresciuta in questi due anni come banda e solo occasionalmente ho assunto il ruolo di opposto, ma preferisco decisamente fare l'attaccante di banda. La difesa ha due prospettive completamente differenti, preferisco di gran lunga difendere mezzo campo con il libero!



D. Quest'anno sei entrata in corso di partita, con ottimi risultati peraltro: ti infastidisce il fatto di non essere schierata subito, come titolare, e dover entrare quando le cose si mettono male per la squadra?
R: Trovo logico che ciascuna di noi voglia giocare, se non fossimo competitive non giocheremmo nemmeno a questo livello… Personalmente sono molto autocritica, voglio capire sempre dove poter migliorare e come farlo, per me stessa ma anche per guadagnarmi la fiducia del coach così che possa sfruttarmi in campo in caso di necessità.


D: Osservando il riscaldamento pre-partita, momento importantissimo e purtroppo talvolta sottovalutato per il risultato finale, si può notare il tuo impegno particolare nel prepararti all'agonismo della gara; ti tuffi, provi schiacciate e ricezioni: è una pratica consueta per te o rappresenta un chiaro messaggio per le compagne e per l'allenatore che avvisa: “io sono pronta, voglio anch'io essere della partita, vedete come mi impegno?”
R: Il riscaldamento pre-gara ha i propri “riti” soprattutto quest'anno che ho ritrovato la mia vecchia compagna delle giovanili! Il mio impegno deriva soprattutto dalla voglia che ho di giocare e divertirmi, ma è anche la mia abituale predisposizione al gioco…

D: Hai disputato finora buone porzioni di partita ma nella gara contro le bresciane del Real Volley, formazione in cui gioca la mitica Simona Gioli, hai dato il meglio di te , mettendo a segno parecchi punti, frutto di colpi potenti alternati a pallonetti, oltre a quelli diretti ottenuti con il servizio: tutto sembrava presagire un prosieguo di campionato brillante ma poi caduta la tegola dell'infortunio, fortunatamente non grave che ti ha fermato e poi rallentato: Come ti senti ora, pensi di ritornare al livello preinfortunio, per essere utile alla squadra, impegnata a raggiungere gli agognati playoff?
R. Una volta finito il periodo di sola riabilitazione ho ripreso con gli allenamenti e mi sono resa conto che molte delle mie compagne erano al massimo della forma, mentre io avrei dovuto recuperare. In palestra ho continuato a dare il massimo per riprendere da dove avevo lasciato, ma purtroppo ora è tutto da rivedere data la situazione Coronavirus. Nel frattempo si continua con gli allenamenti da casa…


Con la caviglia dolorante dopo l'infortunio

D:Sei una ragazza dal viso grazioso, illuminato da meravigliosi occhi color ghiaccio vivo: credo che tu li abbia ereditati dalla mamma che , a dire il vero, sembra più un'amica o una sorella maggiore che una madre tanto è di aspetto giovanile così come tuo padre, provetto sciatore, insomma una famiglia giovane ed atletica: quale importanza ha avuto nella tua carriera ed anche nella vita avere al proprio fianco dei genitori così giovani?
R: Sono sempre stata seguita e sostenuta da tutta la famiglia, ovunque andassi, loro sono i miei più grandi tifosi! I miei genitori fin da giovani erano sportivi anche loro, mio padre gioca tutt'ora a pallavolo e quando siamo in vacanza tra le nostre valigie non manca mai il pallone! Fin da quando ero piccola mi hanno affiancata in tutti gli sport che ho fatto, ne ho provati tantissimi (anche in contemporanea) riempiendo l'agenda di mia mamma che mi ha sempre accompagnata, ma la pallavolo è stata sempre una di questi fino a diventare l'unico…



scritto da Giovanni Comi

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